Jacques Lipchitz a Monaco, Firenze e Prato

Martedì, 03 Marzo 2015 on Lunedì, 16 Marzo 2015. Posted in News sugli Uffizi

Disegni per sculture 1910 - 1972

Jacques Lipchitz a Monaco, Firenze e Prato
Jacques Lipchitz (Druskieniki, Lituania, 1891–Capri, 1973) fu, con Amedeo Modigliani e Juan Gris, uno dei protagonisti del nuovo linguaggio figurativo sviluppatosi nella Parigi dei primi decenni del Novecento, periodo che egli infatti trascorse in Francia per poi vivere, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, tra New York e l’Italia. Condividendo le inquietudini e le contemporanee ricerche di Picasso e Braque, l’artista lituano pose le basi del vocabolario cubista nella scultura, di cui fu uno degli interpreti più innovativi del XX secolo, preparando molte delle sue opere con studi grafici, intesi quali strumenti della sua visione plastica. Come per altri grandi scultori, da Canova a Moore, la produzione disegnativa dell’artista si nutre infatti in maniera imprescindibile del potenziale che questa modalità espressiva riveste nell’esplorare temi e forme che poi possono essere variamente tradotte in costruzioni tridimensionali, documentandone la genesi intima del processo creativo. Una duplice donazione di opere su carta – oltre sessanta tra disegni, acqueforti e un taccuino di schizzi – è stata destinata di recente dalla Fondazione Jacques & Yulla Lipchitz di New York al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi a Firenze e alla Staatliche Graphische Sammlung di Monaco di Baviera. Dopo una prima sede di mostra, allestita dalla Staatliche Graphische Sammlung presso la Pinakothek der Moderne di Monaco dal 2 ottobre al 7 dicembre 2014, l’esposizione si trasferisce a Firenze, presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dove sarà aperta dal 3 marzo al 3 maggio 2015. Se la donazione a Monaco ha arricchito quella prestigiosa collezione di un artista non ancora presente all’interno della folta schiera di grafici e disegnatori della moderna classicità e di figure internazionali attive dal dopoguerra a oggi, il lascito al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi risponde ad almeno tre caratteristiche della storica collezione, universalmente nota per gli autori più antichi. Tutte e tre quelle prerogative sono compresenti dall’epoca della sua formazione, cioè intorno al 1665 quando Leopoldo de’ Medici, fratello del granduca Ferdinando II e futuro cardinale, aveva affidato a Filippo Baldinucci l’incarico di ordinare, classificare e accrescere la propria raccolta di disegni: esse corrispondono alla sedimentata aspirazione a rappresentare in collezione anche artisti contemporanei; all’esigenza prioritaria di documentare figure e aspetti rilevanti dell’arte non solo italiana; all’interesse particolare verso la grafica degli scultori. La donazione al Museo di Palazzo Pretorio di Prato, invece, aggiunge alle opere su carta un nucleo di sculture. Il Museo di Palazzo Pretorio, conserva infatti una sorprendente raccolta di opere dell’artista, costituita da un bronzo, ventuno sculture in gesso e quarantatre disegni, donati anch’essi a partire dal 2011 al Comune di Prato dalla Fondazione Jacques & Yulla Lipchitz e da Hanno Mott. Per questa ragione si è pensato di unire i tre Istituti in un ideale dialogo espositivo, mostrando a Firenze i disegni e le stampe delle donazioni agli Uffizi e alla Graphische Sammlung di Monaco, insieme a due sculture di proprietà di Palazzo Pretorio: Pegasus (Birth of the Muses) del 1944 e Hagar del 1949. Contemporaneamente, a Prato, nella sala al piano terra del Museo, sono visibili l’intera collezione dei disegni e le sculture in gesso, Model for Lesson of a Disaster, 1961-1970, e Return of the Prodigal Son, 1931. Al terzo piano dello stesso Palazzo, tra le opere della collezione permanente, è esposta la ricca selezione di sculture del Maestro. Le opere visibili a Firenze e Prato illustrano un arco cronologico compreso tra il 1910-1912 circa e gli esordi degli anni Settanta, corrispondente all’intera attività dello scultore, svoltasi in un periodo storico fortemente segnato dai due conflitti mondiali e dalle nuove aperture degli Anni Sessanta.